La felicità è un fenomeno complesso che ha determinanti biologiche, psicologiche e ambientali.

Alcuni studi compiuti sui gemelli portano ad affermare che i fattori biologici possono predisporre alcuni a essere più felici di altri.
L’allele corto del gene trasportatore della serotonina è stato identificato come responsabile della vulnerabilità alla depressione, ma tale vulnerabilità deve essere scatenata da fattori ambientali. Infatti, esistono delle indicazioni di influenza dell’attivazione del cervello legate, ad esempio, alla felicità nell’infanzia e nella vita adulta.

Anche i fattori relativi alla personalità possono predisporre alcuni ad essere più felici di altri.
Le persone ottimiste, socievoli, altruiste, curiose e aperte a nuove esperienze riferiscono livelli di felicità più elevate.
Ricchezza, salute e saggezza rendono felici? Sì, questi fattori rendono felici le persone, ma non sempre bastano.
Anche la cultura di appartenenza influenza la nostra felicità, ma non solo.

Da tempo si presta molta attenzione agli interventi che potrebbero migliorare il benessere del singolo e delle popolazioni intere.

Recenti studi nell’ambito della consapevolezza si stanno rilevando importanti rispetto a questo tema.
Come si lavora sulla consapevolezza?
Il lavoro sulla consapevolezza è un intervento psico-educativo che incrementa le risorse interiori e la capacità di affrontare la vita quotidiana (Semple et al., 2005).

Il lavoro sulla consapevolezza si distingue dall’approccio di tipo cognitivo-comportamentale che focalizza l’attenzione sulla ristrutturazione delle formulazioni cognitive e sui loro effetti.

Promuovere la consapevolezza significa, invece, favorire l’accettazione benevola dei propri pensieri e sentimenti per quello che sono e fa sì che le persone si distacchino dalla tendenza a rispondere a essi secondo modalità disadattive dettate dalle abitudini e dagli automatismi che non permettono di trovare creativamente nuove strategie più efficaci e coerenti con il contesto presente, rispetto anche alle persone con cui si vive.

La consapevolezza promuove la concentrazione sul pensiero del momento attuale così da impedire:

  • il rimugino sul passato e sui suoi effetti negativi come il senso di colpa, biasimo verso se stessi e la depressione;
  • le preoccupazioni costanti per il futuro come l’anticipazione del fallimento e l’ansia.

Quindi, i vantaggi di praticare la consapevolezza sono:

  • riduzione dello stress;
  • scoraggiare preoccupanti autovalutazioni negative;
  • aumentare la capacità di tenere sotto osservazione pensieri ed emozioni, senza respingerli;
  • promuovere delle relazioni autentiche e “felici” soprattutto se questo lavoro viene portato avanti costantemente da entrambe le parti.

Gli studi dimostrano che la pratica della consapevolezza può avere effetti significativi mitigatori su depressione e ansia, oltre a promuovere il benessere, nei bambini, negli adolescenti e negli adulti.

 

Articolo tratto dal Blog della dott.ssa Ester Varchetta,
psicologa clinica e trainer counselor