Terapia neuropsicomotoria2022-04-27T16:30:08+02:00
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La terapia neuropsicomotoria (psicomotricità) per bambini è una terapia svolta da un professionista sanitario che si occupa di osservare la globalità del bambino, considerando l’espressione, le interazioni con l’altro e le modalità utilizzate per scoprire la realtà circostante.

È rivolta a bambini e ragazzi (anche fino ai 18 anni) che presentano:

  • ritardo di acquisizione di tappe evolutive,
  • difficoltà nella relazione con i pari o con gli adulti,
  • bambini che faticano negli apprendimenti o che percepiscono difficoltà nell’integrasi nel tessuto sociale di vita quotidiana.

La riabilitazione neuropsicomotoria si occupa anche di bambini con certificazioni di disturbo del neurosviluppo, di inibizione psicomotoria o con disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD).

È possibile attuare un intervento anche per disturbi della coordinazione motoria e disabilità intellettiva.

Per favorire il lungo e complesso processo evolutivo, è necessario che l’intervento avvenga nella prima infanzia: la massima efficacia dell’intervento si osserva nell’età precoce da zero a tre anni e in età scolare dai 4 ai 7 anni perchè queste due fasce d’età appaiono particolarmente sensibili ai cambiamenti e alle modificazioni favorite dall’intervento neuropsicomotorio.

Psicomotricità per bambini: le fasi della presa in carico e della terapia

L’intervento viene pianificato a seguito di un primo colloquio con i genitori nel quale vengono raccolti i dati anamnestici, le preoccupazioni genitoriali e le motivazioni che li hanno portati a chiedere un intervento.
Successivamente, il terapista conosce il bambino in tre sedute di valutazione di circa 45 minuti per osservare le competenze specifiche ed i suoi bisogni in un contesto accogliente e di gioco. In caso di necessità, possono essere somministrati test per approfondimenti.
Completato l’iter di valutazione, avviene la restituzione ai genitori di ciò che è stato osservato negli incontri e, attraverso il progetto riabilitativo individualizzato, vengono presentate le strategie riabilitative per il raggiungimento di obiettivi definiti durante gli incontri.
Nella terapia psicomotoria per bambini è  fondamentale coinvolgere i genitori e le figure educative che collaborano con la famiglia per poter integrare e generalizzare le nuove competenze acquisite permettendo al bambino di trasformarle in reali apprendimenti.
Con l’accordo terapeutico, il terapista può strutturare il progetto riabilitativo che si costituirà da incontri a cadenza settimanale (1 o 2 volte a settimana) con il bambino all’interno della stanza di psicomotricità per la durata di 45minuti.
Lo spazio e le attività vengono predisposti al fine di agevolare la partecipazione e il raggiungimento degli obiettivi previsti.
La durata del trattamento è influenzata da molteplici fattori e può concludersi quando vengono raggiunti tutti gli obiettivi presenti nel progetto oppure, se emergono nuovi bisogni, con il passaggio ad altri specialisti.
Periodicamente viene effettuato un colloquio con i genitori (follow up) dove avviene un monitoraggio delle evoluzioni, regressioni o generalmente delle modificazioni del bambino. In questa sede possono essere ridefinite le strategie, delineati nuovi obiettivi ed è possibile lo scambio di informazioni anche con gli altri caregiver che si occupano del bambino.

Nel nostro Centro Psicologia svolgiamo terapie di psicomotricità per bambini residenti nelle zone di Milano e Bergamo. Contattaci per maggiori informazioni o per prenotare un incontro con uno dei nostri esperti


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Le domande più frequenti sulle neuropsicomotricità

Neuropsicomotricità: è possibile usufruire della detrazione fiscale delle prestazioni?2022-04-06T12:43:39+02:00

Tra le terapie riabilitative che danno diritto alla detrazione fiscale IRPEF vi è anche la prestazione del Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, essendo riconosciuto nell’elenco delle Professioni Sanitarie Riabilitative nel Art.3 del DM 29 Marzo 2001.

Neuropsicomotricità: si può fare anche on-line?2022-04-06T12:44:08+02:00

In questa pratica, non è facile parlare di riabilitazione a distanza poiché elementi centrali come contatto, scambio, percezione, somministrazione di test non sono permessi dallo schermo. Tuttavia appare efficace il sostegno alla genitorialità e l’invio di materiali specifici per le esigenze del bambino. Inoltre lo strumento computer risulta adeguato per l’ascolto delle fragilità e difficoltà percepite dai bimbi in un momento così delicato. Viene ad oggi utilizzato come elemento per mantenere stabili gli apprendimenti acquisiti e rende lo scambio più agile di informazioni.

Neuropsicomotricità: cosa cambia tra incontro individuale e di gruppo?2022-04-06T12:44:38+02:00

Gli interventi non si differenziano solo per il numero di partecipanti, ma anche per gli obiettivi.
Nella seduta individuale, il terapista interagisce direttamente con il bambino e lavora su specifici obiettivi. Nella seduta di gruppo, il terapista diventa “regista” delle attività e sostiene le relazioni dei partecipanti. In questo incontro, vengono messe in luce le dinamiche tra i bambini e gli obiettivi riguarderanno elementi di fragilità di ciascun partecipante.

Neuropsicomotricità: quando è finita la seduta cosa è meglio fare?2022-04-06T12:45:04+02:00

Non tutti i bambini hanno voglia di spiegare, raccontare, esprimere ciò che hanno fatto e vissuto. Il genitore può rimanere vicino al proprio bambino e rassicurarlo oppure mostrare curiosità se il bimbo è entusiasta dell’esperienza vissuta. Come sempre i genitori, osservando comportamenti o reazioni insolite, possono chiedere al terapista approfondimenti e delucidazioni di ciò che viene fatto in stanza.

Neuropsicomotricità: come preparare il bambino prima di arrivare nella stanza?2022-04-06T12:45:30+02:00

I genitori, durante il primo colloquio, conoscono gli ambienti ed il nome del terapista che valuterà il bambino. E’ fondamentale anticipare al figlio dove viene portato e chi lo aspetta il giorno concordato. Ciò permetterà un sereno ambientamento nella nuova stanza e un positivo atteggiamento verso il terapista.

 

Neuropsicomotricità e attività motoria: quali sono le differenze?2020-07-02T15:00:20+02:00

L’attività motoria racchiude tutti i movimenti che il nostro corpo può eseguire, comporta un dispendio energetico e comprende attività di movimento come correre, ballare, giocare, fare giardinaggio,… L’attività motoria o fisica, viene strettamente correlata al benessere della popolazione e allo stato di salute delle persone, a tal punto che sono state emanate delle Linee di indirizzo sull’attività fisica per fasce d’età dall’organizzazione mondiale della sanità (OMS). L’importanza del movimento e dell’avvicinamento allo sport, porta benefici e ricopre un ruolo preventivo per patologie croniche come diabete, obesità e ipertensione. Nella terapia neuropsicomotoria il movimento e l’espressione corporea rivestono un ruolo centrale e spesso sono utilizzati nelle attività proposte, ma le finalità per le quali vengono utilizzati riguardano il miglioramento qualitativo e quantitativo di esecuzione in un contesto di equilibrio funzionale.

A cura di Alessandra Agazzi, terapista della neurospicomotricità dell’età evolutiva

Psicomotricità: quali difficoltà vengono trattate e quando è meglio intervenire?2020-07-02T15:00:33+02:00

L’intervento riabilitativo è rivolto a disturbi del neurosviluppo che riguardano capacità cognitive, intellettive, di coordinazione, ma anche della sfera comportamentale, psicologica e psico-educativa. È consigliabile un intervento precoce, in modo tale da osservare i segnali che maggiormente risultano preoccupanti per le figure di riferimento e procedere con strategie adatte e necessarie allo sviluppo armonico delle funzioni del bambino limitando la ripetizione di comportamenti problematici.

A cura di Alessandra Agazzi, terapista della neurospicomotricità dell’età evolutiva

Neuropsicomotricità: perché scegliere questo tipo di terapia?2020-07-02T15:00:48+02:00

Perché in questo trattamento viene osservata la globalità del bambino, il modo di esprimersi e di conoscere la realtà circostante, considerando l’equilibrio complessivo e l’integrazione di tutte le funzioni. Si valorizza la modalità unica nel rapportarsi con l’altro, le preferenze di attività e di comunicazione, gli schemi di movimento e spostamento nell’ambiente, che proprio durante gli incontri di neuropsicomotricità emergono in modo spontaneo. La terapia neuropsicomotoria le proposte sono adattate alle capacità del bambino e finalizzate al raggiungimento di obiettivi condivisi con i genitori ed il medico curante. 

A cura di Alessandra Agazzi, terapista della neuropsicomotricità dell’età evolutiva

Neuropsicomotricità: di cosa si occupa?2020-07-02T15:01:02+02:00

La terapia neuropsicomotricità consiste nella riabilitazione di bambini da 0 a 18 anni. Il terapista della neuropsicomotricità osserva, valuta e monitora le competenze e le abilità emergenti dal neonato, lo sviluppo del bambino fino alla formazione del giovane adulto. Sviluppa un progetto riabilitativo a seguito della conoscenza e valutazione approfondita del piccolo paziente. Il terapista prende in carico non solo il bambino, ma anche la famiglia per poter garantire un servizio integrato ed efficace in ogni contesto di vita.

A cura di Alessandra Agazzi, terapista della neurospicomotricità dell’età evolutiva

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