Centro DSA Milano2022-05-18T11:46:37+02:00
dsa milano

DSA: DIAGNOSI, PREVENZIONE E RIABILITAZIONE

Il Centro Psicologia è anche Centro DSA a Milano, Bergamo e aree limitrofe. Il centro svolge attività di prima certificazione con delibera n. 1499 del 10 novembre 2014 emessa dalla Regione Lombardia.
Tale attività è svolta in équipe: psicologo, logopedista neuropsichiatra infantile costituiscono un team che, ai sensi della legge 170 del 2010, opera per riconoscere i Disturbi Specifici di Apprendimento.
Le persone con presunto DSA vengono spesso indirizzate dalla scuola o dal medico di famiglia verso un centro DSA che possa diagnosticare e certificare il disturbo specifico. Finalità della diagnosi è consentire alle persone con DSA un percorso scolastico in cui venga garantito il loro diritto all’istruzione.
La persona con DSA ha potenzialità che necessitano di riconoscimento: per questo l’équipe si rende disponibile ad aiutare la scuola ad adottare strumenti didattici più motivanti ed efficaci e i genitori a comprendere meglio il figlio per poterlo sostenere e valorizzare.

Centro DSA per bambini con disturbi specifici dell’apprendimento. Ma chi sono questi bambini?

I bambini con una diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento sono bambini con un Quoziente Intellettivo necessariamente nella norma, con difficoltà che coinvolgono in varia misura le diverse aree degli apprendimenti.

  • I bambini dislessici leggono in modo lento e/o scorretto e, talvolta, presentano difficoltà di esposizione orale dei testi letti o nella comprensione degli stessi
  • I bambini disortografici commettono errori nella scrittura di frasi e/o parole (reali e/o inventate)

  • I bambini disgrafici presentano una grafia variabile, generalmente poco fluente, irregolare e/o difficoltosa (tale da procurare dolore alla mano o all’arto durante l’esecuzione)
  • I bambini discalculici presentano difficoltà inerenti la rappresentazione mentale delle quantità, la lettura e/o scrittura dei numeri, il sistema posizionale delle cifre, il calcolo mentale e/o scritto e/o il recupero mnemonico di risultati (per esempio le tabelline).

Quando fare la diagnosi di DSA?

La diagnosi dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento si può effettuare nel nostro Centro DSA e può essere posta in periodi diversi a seconda della difficoltà rilevata durante la valutazione.
Nello specifico le diagnosi di Dislessia, di Disortografia e di Disgrafia possono essere poste dalla fine della seconda classe della scuola primaria.
La diagnosi di discalculia, invece può essere posta solo a partire dalla fine del terzo anno della scuola primaria.

Come si svolge la valutazione per i DSA?

La valutazione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento coinvolge diverse figure professionali e necessita generalmente di 7-8 sedute. Per questo motivo rivolgersi ad un centro per la dislessia o  un centro dsa specializzato è sempre la soluzione migliore.
Il primo incontro avviene tra la psicologa ed i genitori del bambino o del ragazzo, ai fini di un’accurata raccolta anamnestica ed una introduzione al percorso di valutazione che si sta per intraprendere.
Successivamente il bambino incontrerà separatamente:

  • la psicologa per la valutazione delle abilità cognitive e matematiche
  • la logopedista per la valutazione della letto-scrittura e di alcune competenze linguistiche.

Il ragazzo effettuerà inoltre una visita con un medico Neuropsichiatra Infantile (NPI).
Al termine si programma un’ultima seduta di restituzione, dove i genitori con uno o più professionisti coinvolti nella valutazione potranno confrontarsi in merito al percorso intrapreso, ad una eventuale diagnosi e ai risvolti della stessa dal punto di vista scolastico.

Cosa fare dopo la diagnosi?

La documentazione prodotta (certificazione di DSA e profilo funzionale) dovrà essere consegnata, il prima possibile, dalla famiglia alla scuola che si occuperà di protocollarla per renderla attiva.
Questo passaggio consente al consiglio di classe di attuare le misure agevolative, compensative e dispensative, previste dalla legge 170/2010, garantendo agli alunni e studenti con DSA, interventi individualizzati e personalizzati, attraverso la redazione di un piano didattico personalizzato ( PDP), entro tre mesi dalla ricezione.

La diagnosi dsa ha una scadenza?

Essendo il disturbo specifico dell’apprendimento una condizione permanente, la diagnosi non cambierà e non andrà incontro a scadenza.
Tuttavia, dato il carattere evolutivo dei DSA, che si modificano in base all’età e alla gravità, sarà necessario un aggiornamento del profilo.
Tale aggiornamento di diagnosi, così come riporta la Normativa di riferimento (Conferenza Stato-Regioni sui DSA-2012) dovrà avvenire di norma al passaggio da un ciclo scolastico all’altro e comunque, non prima di tre anni dal precedente e ogni qualvolta sia necessario modificare l’applicazione degli strumenti didattici e valutativi necessari, su segnalazione della scuola alla famiglia o su iniziativa della famiglia.
Per quanto riguarda, invece, la formazione universitaria, gli Atenei ritengono valide le diagnosi risalenti all’età evolutiva purché la data di rilascio della certificazione non sia anteriore a 3 anni.

Il Centro Psicologia è considerato uno dei migliori centri DSA a Milano per la diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento.

Desideri maggiori informazioni, vorresti un tutor DSA che ti indichi la strada migliore o vuoi prenotare un incontro con la nostra equipe DSA? Contattaci qui

Le domande più frequenti sui DSA

DSA: cos’è il PDP?2020-07-02T14:40:51+02:00

Il PDP (Piano Didattico Personalizzato) è un documento redatto dettagliatamente dagli insegnanti di bambini o ragazzi che hanno ricevuto una diagnosti di Disturbo dell’Apprendimento. All’interno del PDP vengono specificati i rapporti tra le figure che si occupano del bambino o del ragazzo nei diversi ambiti della sua vita e vengono evidenziate le misure e gli strumenti che permettano il miglior apprendimento possibile e il relativo successo scolastico.

A cura di Gabriella Glorioso, psicologa e psicoterapeuta

DSA: lo screening per la valutazione effettuato a scuola, ha valore diagnostico?2020-07-02T14:41:18+02:00

No, lo screening degli apprendimenti effettuato attraverso progetti scolastici non ha valore diagnostico ma è utile al fine di evidenziare difficoltà che potrebbero essere sintomo di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento. Solo la valutazione eseguita da un’Equipe di un centro pubblico o di un centro privato accreditato al SSN ha valore diagnostico.

A cura di Gabriella Glorioso, psicologa e psicoterapeuta

DSA: sono risolvibili?2020-07-02T14:41:07+02:00

I Disturbi dell’Apprendimento sono delle difficoltà che permangono per il corso di tutta la vita. Tuttavia, attraverso una specifica riabilitazione ed un potenziamento delle abilità risultate deficitarie o fragili al momento della valutazione, le difficoltà possono diminuire fino ad un completo compenso di tali competenze.

A cura di Gabriella Glorioso, psicologa e psicoterapeuta

DSA: sono associati a deficit intellettivi?2020-07-02T14:44:13+02:00

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento sono diagnosticabili solo se il livello intellettivo (Q.I. – Quoziente Intellettivo) del bambino o ragazzo rientra nella norma, pertanto i DSA non sono mai associati a deficit intellettivi.
Nel caso in cui ci fosse un disturbo intellettivo correlato a difficoltà dell’apprendimento si parlerebbe di Disturbi Aspecifici dell’Apprendimento.

A cura di Gabriella Glorioso, psicologa e psicoterapeuta

DSA: disgrafia e disortografia sono la stessa cosa?2020-07-02T14:45:00+02:00

No, coinvolgono due abilità differenti.
La Disgrafia coinvolge l’abilità motoria della scrittura che può essere lenta, disordinata e/o poco leggibile a causa delle presenza di grafemi ambigui, atipici, lettere addossate. Coinvolge aspetti quali la postura nei compiti di scrittura, l’impugnatura, la pressione del segno grafico. Possono essere presenti difficoltà nella gestione dello spazio del foglio, non rispetto dei margini del foglio, difficoltà a mantenere la linea di scrittura ma anche difficoltà di incolonnamento o nella trascrizione. La disortografia riguarda la componente linguistica e coinvolge gli aspetti della correttezza ortografica nelle produzioni scritte: le regole di corrispondenza fonema – grafema (suono-segno) e le regole ortografiche non sono automatizzate e vengono commessi numerosi e ricorrenti errori quali omissioni di lettere, scambi di grafema (c/q) o errori nei digrammi, trigrammi, uso dell’H, doppie, accento, apostrofo.
I disturbi possono anche presentarsi assieme e interessare, pertanto, entrambe le abilità.

A cura di Gabriella Glorioso, psicologa e psicoterapeuta

DSA: è ereditario?2020-07-02T14:44:04+02:00

Vi può essere una familiarità con le Difficoltà di apprendimento. La componente ereditaria e genetica è una delle cause considerate sull’origine dei DSA. Vi sono state diverse ipotesi e studi sulle causa genetiche dei DSA e molti dati dimostrano una maggiore probabilità per un bambino con un genitore con tale disturbo di manifestare problemi di apprendimento.
Non è raro che fratelli abbiano diagnosi di DSA o che genitori riferiscano che quando andavano a scuola hanno avute difficoltà e che si rispecchiano nelle difficoltà del figlio.
Tra le cause dei Disturbi specifici di apprendimento va considerato il rapporto tra geni e ambiente (opportunità di apprendimento, insegnamento). In un studio finlandese (Lyytinen et al., 2015) è stato osservato come in particolare l’esperienza di lettura condivisa tra genitore e bambino ha un effetto positivo sia sullo sviluppo del linguaggio orale che sullo sviluppo delle capacità alfabetiche in generale..

A cura di Gabriella Glorioso, psicologa e psicoterapeuta

DSA: dopo la diagnosi cosa devo fare??2020-07-02T14:41:29+02:00

La certificazione di DSA viene rilasciata alla famiglia o allo studente se maggiorenne e consegnata alla scuola. La diagnosi viene protocollata e condivisa con i docenti che stenderanno un Piano Didattico Personalizzato (PDP), secondo quanto previsto dalla legge 170 del 10 ottobre del 2010 e delle successive disposizioni ministeriali. In esso vengono stabiliti gli strumenti compensativi, le strategie dispensative e le forme di verifica e valutazione personalizzate che verranno adottate per mettere il bambino/ragazzo nelle migliori condizioni per apprendere in modo sereno.
Verranno poi date dal clinico indicazioni riguardo all’intervento e ad un piano di trattamento specialistico finalizzato a potenziare le funzioni carenti e a favorire l’acquisizione di nuove strategie.
Anche i genitori possono richiedere supporto per poter meglio comprendere le difficoltà specifiche del proprio figlio e per poter acquisire competenze e strategie che permettano loro di supportare e accompagnare il figlio nel percorso scolastico e di vita.

A cura di Gabriella Glorioso, psicologa e psicoterapeuta

DSA: sono delle malattie?2020-08-28T16:09:42+02:00

No, i DSA sono innati, sono condizioni neurobiologiche, caratteristiche con cui si nasce che rendono più difficile imparare a leggere, a scrivere o imparare a fare i calcoli. Un soggetto può presentare uno o più disturbi.
Sono caratterizzati da una difficoltà nell’automatizzare abilità dominio specifiche (lettura, scrittura, calcolo) e non da disfunzioni di organi e, inoltre, per essere diagnosticati, uno dei criteri differenziali è “l’assenza di condizioni neurologiche clinicamente diagnosticabili”, di disturbi uditivi, visivi, o motori.
Non si parla di persone affette da… ma di soggetti con DSA.
I DSA, infatti, non vengono curati, non c’è una terapia perché non sono malattie ma vengono affrontanti con percorsi di trattamento abilitativo o di potenziamento o ancora attraverso l’adozione di strumenti compensativi (sintesi vocale, computer con correttore ortografico, calcolatrice) e/o misure dispensative (es. tempo aggiuntivo per svolgere le verifiche, verifiche ridotte) per poter supportare accompagnare lo svolgimento nelle attività scolastiche.

A cura di Gabriella Glorioso, psicologa e psicoterapeuta

DSA: cosa sono?2020-07-02T14:41:49+02:00

I Disturbi specifici di apprendimento (DSA) sono caratterizzati dalla persistente difficoltà di apprendimento delle abilità scolastiche (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali 5 (DSM 5, 2015).
Le difficoltà di apprendimento iniziano durante gli anni scolastici e non solo influenzano le abilità scolastiche, ma possono anche ostacolare l’apprendimento di altre materie.
Appartengono ai disturbi del neurosviluppo (DSM 5, 2014), e « coinvolgono uno specifico dominio di abilità, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Essi infatti interessano le competenze strumentali degli apprendimenti scolastici (Consensus Conference dell’Istituto Superiore di Sanità – CC-ISS, 2011).
Sulla base del dominio di abilità coinvolta si distinguono in: Dislessia, disturbo nella lettura, Disortografia, disturbo nella scrittura, Disgrafia, disturbo nella grafia, Discalculia, disturbo nelle abilità di numero e di calcolo.
I soggetti con DSA presentano abilità scolastiche al di sotto di quelle attese per età e/o classe frequentata che non sono attribuibili a disabilità intellettive, ovvero presentano un funzionamento intellettivo nella norma.

A cura di Gabriella Glorioso, psicologa e psicoterapeuta

DSA: cos’è la disgrafia?2022-04-20T17:14:45+02:00

La Disgrafia è un Disturbo Specifico di Apprendimento, che coinvolge tipicamente la scrittura di parole e di numeri e l’utilizzo del segno grafico, in misura lieve, media o severa. Si manifesta attraverso delle difficoltà nella realizzazione del grafema, quindi della scrittura. Riguarda perciò solo l’aspetto motorio della realizzazione grafica, e non le regole ortografiche e sintattiche. Per questo motivo non va confusa con la Disortografia.
Il bambino disgrafico , generalmente può avere difficoltà nell’impugnare la penna, in alcuni compiti di motricità fine, nella gestione dello spazio del foglio (ad esempio non segue le righe e i margini procedendo verso l’alto o verso il basso), nella scrittura di parole che possono essere eccessivamente ravvicinate o al contrario troppo distanziate. Possiamo osservare anche uno scarso rispetto delle dimensioni delle lettere, troppo grandi o troppo piccole, collegamenti scorretti tra lettere nel corsivo, deformazioni che rendono la parola illeggibile, confusione di lettere graficamente simili e nella copia e riproduzione di forme, figure o grafici.

 

DSA: cos’è la disortografia?2020-07-02T14:42:09+02:00

La disortografia è un disturbo specifico dell’apprendimento, in questo caso un insieme variegato di difficoltà nell’abilità di scrittura. Nello specifico, consiste nella difficoltà a convertire in simboli grafici (le lettere dell’alfabeto) i suoni del linguaggio verbale.
Il bambino disortografico, quindi, presenta un’estrema lentezza nella scrittura ed evidenti problemi negli esercizi di copiatura e in tutti i compiti scritti, ha difficoltà nel trascrivere in simboli grafici ( lettere) i suoni ascoltati e commette molti errori nella scrittura di frasi o parole. Come si può immaginare, la disortografia, porta a un evidente dispendio di energie nei compiti scritti, affaticando lo studente che appare al cospetto degli altri svogliato o disattento.

A cura di Michela Cioffi, psicologa clinica

DSA: cos’è la discalculia?2020-07-02T14:42:19+02:00

La discalculia fa parte dei disturbi specifici dell’apprendimento. riguarda nello specifico la capacità di comprendere i numeri e di eseguire calcoli. Con il termine discalculia non si intende fare riferimento alle difficoltà che in modo più o meno frequente vengono osservate nella comprensione della matematica, ma si fa invece riferimento a un disturbo specifico del sistema dei numeri e del calcolo, in assenza di lesioni neurologiche e di problemi cognitivi più generali.
La discalculia coinvolge, in particolare, l’acquisizione di abilità relativamente semplici, quali ad esempio la scrittura e la lettura dei numeri e il sistema del calcolo (come ad esempio la memorizzazione delle tabelline, l’esecuzione delle procedure di calcolo ecc.).
Il bambino discalculico, generalmente, quindi, avrà difficoltà nell’identificare i numeri e nello scriverli (in particolare se sono lunghi con molte cifre), difficoltà nell’associare ad una certa quantità il numero corrispondente, nel saper scrivere numeri sotto dettatura, difficoltà nello svolgimento delle quattro operazioni matematiche, nel riconoscere i dati che permettono la soluzione di un problema, nell’apprendere le regole dei calcoli (prestito, riporto, incolonnamento, ecc.)p nello svolgimento di compiti in sequenza.

A cura di Michela Cioffi, psicologa clinica

DSA: cos’è la dislessia?2020-07-02T14:42:27+02:00

La dislessia è un disturbo specifico dell’apprendimento, che emerge classicamente all’inizio della scolarizzazione e incide sulla capacità di leggere in modo corretto e fluente. Il problema è proprio, affrontare i testi facendo funzionare i meccanismi della lettura in modo automatizzato e scorrevole, e nel decifrare i testi, commettendo quindi molti errori durante la lettura.
Il bambino dislessico, quindi, presenta una difficoltà nella decodifica del testo, tenderà a leggere lentamente e con fatica e facendo molti errori, ad avere difficoltà nell’esposizione orale dei testi che legge e talvolta anche nella scrittura.

A cura di Michela Cioffi, psicologa clinica

DSA: Chi può fare diagnosi e certificare un disturbo di apprendimento?2020-07-02T14:42:35+02:00

Per Diagnosi si intende un giudizio clinico che attesta la presenza di una patologia o un disturbo, ed ha valore legale. In Italia, le figure sanitarie preposte a rilasciare diagnosi cliniche sono gli psicologi (L.56/89) e i medici, abilitati e iscritti ai rispettivi albi professionali: solo rivolgendosi a queste due figure si può disporre di una diagnosi valida, effettuata con strumenti diagnostici standardizzati e condivisi. Nel caso dei DSA però, la diagnosi clinica, effettuata dal singolo psicologo, non basta affinché a scuola vengano attivate le misure agevolative previste dalla legge L.170/2010, per le quali è necessario disporre di una CERTIFICAZIONE. La certificazione, in Lombardia, può essere rilasciata solo da strutture sanitarie pubbliche (centri per l’età evolutiva dell’ASL) o da centri privati accreditati dai Sistema sanitario Nazionale e abilitati e autorizzati ad effettuare la prima diagnosi e la sua eventuale certificazione valida ai fini scolastici.

A cura di Michela Cioffi, psicologa clinica

Quadro normativo di riferimento sui DSA

La legislazione in materia DSA si è evoluta nel tempo partendo da un primo approccio al problema basato per lo più su circolari ministeriali fino ad approdare alla legge n. 170/2010 che, per la prima volta, dal punto di vista giuridico, ha introdotto delle vere e proprie norme in materia di disturbi dell’apprendimento in ambito scolastico.

È importante effettuare una diagnosi che sia valida come certificazione in quanto questa crea un prima ed un dopo, costituendo il presupposto per l’insorgenza dei diritti dettati dalla normativa e della conseguente tutela dei bambini e ragazzi con DSA.

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