Il narcisismo nella coppia: quando la freccia scoccata non è dell’arco di Cupido, ma non è colpa nostra. – a cura di Roberto Panighi – 

Nell’immaginario comune, non solo romantico ma storicamente mitologico l’amore, quello vero, veniva e viene metaforicamente rappresentato dall’iconico dardo di rosso dipinto che Cupido, infallibile dio dell’amore, porta a bersaglio nei cuori di coloro i quali si scopriranno da quel momento in poi innamorati.
Così dunque essere innamorati e corrisposti, nelle più rosee (e rosse) aspettative, è un continuo scambio di parità che tratteggia il sereno rapporto di coppia o, citando il sociologo Francesco Alberoni e il suo Innamoramento e amore: “E’ lo stato nascente di un movimento collettivo a due”.
Ci sono però situazioni in cui i presupposti di “collettività” di rapporto vengono meno, unilateralmente, e nonostante ciò l’altro resta inesorabilmente invischiato e coinvolto fino al punto di sentirsi addirittura il colpevole di questa disparità.
Ed allora ecco che a ben vedere il “movimento nascente” ha preso direzioni divergenti, ecco che guardando meglio si scorge una tonalità molto più scura, quasi nera, nella freccia che a questo punto è chiaro come non sia partita dall’arco di Cupido ma, forse per uno scherzetto fra personaggi del mito, vallo a capire, è stata scoccata da Narciso.

Per inquadrare il “Narciso” in un rapporto di coppia è sufficiente rifarsi alle parole di Ovidio, celebre poeta romano del 43 avanti Cristo, che raccontandone la vicenda nel suo Le metamorfosi (III, versi 413-467) descrive: “Desidera, ignorandolo, sé stesso, amante e oggetto amato, mentre brama, si brama, e insieme accende ed arde”.
Eccola qui dunque la disparità, ecco qui l’unilateralità che non può che brillare ancor più quando l’altro della coppia, per ragioni dispositive personali che andremo tra poco a riscontrare, accende ogni risvolto tossico del partner tormentandosi in consensi che spesso non riconosce come evidenti segni di disfunzionalità all’interno di un rapporto che è ormai precipitato in una consuetudine auto alimentatasi freccia (nera) dopo freccia.
Il narcisista quindi “brama e si brama, è amante e oggetto amato”, basterebbe dunque questo a farci pensare che riconoscere queste dinamiche sia facile ed altrettanto semplice sarebbe non caderne coinvolti, eppure accade.
Accade perché comunque stiamo sempre parlando di una freccia d’amore che ha colpito il bersaglio, o meglio, un bersaglio, uno solo.
Ma allora di cosa è fatta questa freccia scura che non appartiene alla faretra di Cupido? In che cosa è intinta la punta di questo ugualmente infallibile dardo?
Allontanandoci un poco dalle narrazioni del mito per risolvere questo interrogativo ci viene in aiuto il sapere psicologico: la risposta è “manipolazione”.
E’ questo lo strumento che più o meno consciamente il narcisista mette in campo nella relazione.

Il narcisismo nella coppia: quando la freccia scoccata non è dell’arco di Cupido, ma non è colpa nostra.

La dottoressa Francesca Saccà, psicologa, psicoterapeuta e scrittrice, esperta nel campo della dipendenza affettiva e del trauma da narcisismo, nel suo libro Come riconoscere e superare il senso di colpa indotto da un narcisista patologico chiarisce quanto giocare sul senso di colpa sia “strumento di ricatto preferenziale finalizzato ad ottenere ciò che (i narcisisti n.d.a.) desiderano. Se la vittima obbedisce passivamente al loro volere il narcisista si comporta bene ma, nel momento in cui la vittima si ribella o esprime liberamente il proprio dissenso, ecco che la seppelisce sotto una montagna di accuse e di sensi di colpa”.
Non a caso dunque la psicoterapeuta Susan Forward, come riportato dalla stessa Saccà, parla di “ricatto morale” (2001): “un ricattatore morale sa quanto è importante per noi la relazione che ci lega a lui o a lei. Conosce i nostri punti vulnerabili (…) Sapendo che desideriamo amore o approvazione, i nostri ricattatori minacceranno di sottrarceli, o lo faranno direttamente, oppure ci faranno sentire che dobbiamo meritarceli”.
Sempre Francesca Saccà risponde ad un altro quesito fondamentale: “Perchè le vittime del narcisista subiscono passivamente i sensi di colpa?”
“Perchè si cade nel perverso meccanismo della manipolazione che confonde e destabilizza la vittima, perché non si è sviluppata abbastanza autostima, perché come vittime si ha il bisogno di essere amati ed approvati proprio dal narcisista”.
Al narcisista quindi non basta l’amore incondizionato che riflette da solo su sé stesso, il narcisista tiene sotto scacco morale l’altro al fine di fugare ogni dubbio sul fatto che amarsi sia la sola cosa che abbia motivo di sussistere, al punto tale da convincere l’altro che sia effettivamente così, portandolo a subire la più subdola delle estorsioni e distorsioni affettive.

Bibliografia

  • Alberoni Francesco, Innamoramento e amore – 1979
  • Ovidio, Le Metamorfosi – 8 d.C.
  • Saccà Francesca, Come riconoscere e superare il senso di colpa indotto da un narcisista patologico – 2021