Amore e possesso quali differenze? a cura di Giada Verderio – Psicologa

Il vero amore non è un’emozione, ma un sentimento che sorge spontaneamente e richiede nutrimento nel corso del tempo. Ma cos’è esattamente l’amore? Si potrebbe definire come un sentimento contraddittorio poiché è sia irrazionale, manifestandosi in modo incontrollato quando ci colpisce, sia logico, poiché coinvolge sia il cuore che la mente.
Molte persone confondono l’amore con il possesso, sostenendo che amare qualcuno significhi possederlo. Tuttavia, amore e possesso sono concetti molto diversi. L’amore implica condivisione, confronto, rispetto e considerazione per l’altro e le sue idee. Amare qualcuno significa riconoscere la sua individualità, accettando pregi e difetti. Nell’innamorarsi, si desidera condividere la propria vita, idee ed esperienze quotidiane con il partner.
È fondamentale ricordare che essere con qualcuno implica poter contare su di lui, senza tuttavia legarsi a tal punto da soffocarlo. Amare significa concedere all’altro la libertà di amarci.
Al contrario, il possesso implica un desiderio di trattenere ed afferrare la persona amata, un atteggiamento contrario all’amore che tiene senza costringere.

Come capisco se sono in balìa di una relazione possessiva?

Possiamo considerare alcuni segnali rivelatori nelle relazioni. Se la persona che dichiara di amarci manifesta una gelosia eccessiva con l’intento di monopolizzarci, non stiamo probabilmente affrontando un sentimento genuino di amore. Se si verificano maltrattamenti, sia fisici che psicologici, è impossibile interpretare ciò come un’espressione di amore; al contrario, tali comportamenti denotano un desiderio di possesso e controllo. È importante sottolineare che la parola amore non può essere associata a concetti di dominio e potere. L’atteggiamento possessivo, caratterizzato dal bisogno di sapere ogni dettaglio della nostra vita e dal controllo eccessivo, è un segnale di tentativo di circuirci e manipolarci, indicando un intento di possesso. Sono le donne quelle che più spesso subiscono le conseguenze di amori soffocanti, in cui i partner sono vittime della propria ossessione nel timore di perdere l’oggetto dei loro desideri. Le reazioni a questo senso di insicurezza, alimentato sia da una compagna con un carattere indipendente che da un’emozionalità instabile, tendono ad essere esagerate e distruttive. Contrariamente a ciò che alcuni sostengono, scherzando sulla gelosia “fisiologica” degli uomini, un amore possessivo non può mai considerarsi sano.

Amore e Possesso : Quali differenze?

Come ci riporta lo psicoterapeuta Matteo Mazzucato nel suo articolo “Relazione tossica: cos’è, come riconoscerla e come uscirne” prestando attenzione, possiamo riconoscere alcuni segnali d’allarme in una relazione:

  1. Mancanza di supporto:
    Le relazioni sane si fondano sulla reciproca volontà di vedere l’altro prosperare in ogni aspetto della vita: questo non avviene in una relazione tossica. In questa infatti, ogni successo diventa motivo di competizione, il partner è spesso distante o inaccessibile, e si ha la sensazione di doversi accontentare di quel poco che si ha a disposizione.
  2. Comunicazione tossica:
    La maggior parte delle conversazioni sono caratterizzate da sarcasmo, critiche ed ostilità. Uno dei due partner potrebbe arrivare anche a scomparire temporaneamente, praticando il cosiddetto ghosting, per evitare di affrontare i problemi e per non trovarsi in situazioni di tensione. In altre situazioni ancora, la comunicazione diventa ambigua, coinvolgendo tecniche come il gaslighting, una forma di manipolazione psicologica nella quale vengono presentate alla vittima false informazioni con l’intento di farla dubitare della sua stessa memoria e percezione.
  3. Comportamenti di controllo
    Sebbene sia normale provare gelosia di tanto in tanto, se la gelosia nella coppia diventa una costante possessività può diventare un problema. Chiedere sempre dove si trova il partner e arrabbiarsi eccessivamente quando non risponde immediatamente ai messaggi sono entrambi segni di una mania del controllo, che possono contribuire alla tossicità di una relazione. Il controllo può esprimersi anche attraverso la manipolazione affettiva, quando uno dei due partner controlla (più o meno consapevolmente) l’altro per raggiungere i propri scopi. “Se mi ami, devi farlo” è una delle frasi usate dai manipolatori affettivi per mettere in atto un ricatto emotivo.
  4. Scenate di gelosia ingiustificate:
    In presenza di un partner ossessivo e possessivo, è comune assistere a scenate di gelosia senza motivo apparente. La razionalità va persa e ogni situazione può diventare un pretesto per farci sentire in colpa, alimentando così il suo controllo sulla relazione.

In aggiunta a questi spunti offerti da Mazzucato, è importante prestare attenzione anche a tre ulteriori elementi:

  1. Controllo del telefono:
    A volte con una scusa, a volte con un atteggiamento autoritario, il partner controlla il nostro telefono per monitorare le nostre comunicazioni. Potrebbe estendere questo controllo anche ai nostri social network.
  2. Disapprovazione delle uscite con amiche:
    L’uomo possessivo non accetta positivamente che dedichiamo del tempo lontano da lui, soprattutto se si tratta di momenti spensierati con le amiche, suscitando forse una gelosia nei confronti di queste relazioni.
  3. Tentativo di isolare il soggetto
    Hai interrotto le tue interazioni con amici e familiari, sia per evitare eventuali conflitti con il tuo partner, sia per evitare di dover spiegare continuamente la situazione della tua relazione. Con il passare del tempo, potresti renderti conto che il tuo tempo libero è completamente dedicato al tuo partner.

Ma perché una persona diventa così possessiva? Questo comportamento spesso deriva da fragilità e insicurezza profonde. La possessività ha radici nel passato e può essere collegata al tipo di legame che abbiamo sviluppato con le figure di attaccamento durante la nostra crescita. Un rapporto di attaccamento insoddisfacente nel passato può creare insicurezze che si manifestano attraverso comportamenti possessivi nelle relazioni attuali, mancando della sicurezza necessaria per instaurare rapporti sani e funzionali.

Come posso uscire da una relazione possessiva?

Donna e possesso

Se ci si trova in una relazione possessiva dalla quale ci si sente soffocati e limitati, anziché nutrire un vero amore, è fondamentale riconoscere di essere vittime di questa dinamica. La consapevolezza di tale situazione costituisce il primo passo per liberarsi da questo circolo vizioso. Tuttavia, è necessario compiere un ulteriore passo: il cambiamento.
Per uscire da una situazione del genere, è essenziale che ogni persona lavori per sé stessa, per migliorare, crescere e potenziare l’autostima e l’autonomia emotiva. Ciò può essere ottenuto prendendosi cura di sé stessi e definendo obiettivi personali che, una volta identificati, bisogna sforzarsi di raggiungere.
È necessario concentrarsi su ciò che veramente rende felici e bisogna agire di conseguenza.
Una strada è quella di abbandonare il desiderio di cambiare l’altra persona, poiché il cambiamento avviene solo se la persona coinvolta lo desidera sinceramente. Se il partner sta limitando la vostra felicità e privandovi di cose e persone importanti, considerate l’opzione di allontanarvi, specialmente se avete già cercato di comunicare il vostro disagio più volte.
Imparate a dire no quando è necessario: stabilite confini per le richieste che non potete o non dovreste accettare. Ricordate che l’amore implica impegno e volontà da entrambe le parti. Non si può percorrere da soli questa strada; cercate il supporto di amici, familiari o professionisti se necessario. La via verso una relazione sana richiede un impegno reciproco e una volontà comune.