I bambini, soprattutto quando sono piccoli, non sempre sono in grado di esprimere le proprie emozioni a parole. Anche per un adulto condividere uno stato d’animo può essere difficile, figuriamoci per i più piccoli!
La differenza tra un adulto e un bambino è che quest’ultimo è un “libro aperto”, avendo (in alcuni casi) meno difese. Anche attraverso l’osservazione è possibile raccogliere importanti informazioni e avvicinarsi al suo mondo interiore.

“Come si muove, come gesticola, come variano le espressioni del viso, come occupa l’ambiente, come vi guarda, come usa fogli e pennarelli. Come disegna” (Federici Paola).

Osservando i suoi movimenti, possiamo conoscere i bambini e fare delle ipotesi s ciò che si muove dentro.
Questo vale ancor di più con il disegno… Il foglio bianco per il bambino può rappresentare uno spazio dove proiettare il proprio mondo interiore, utilizzando gli strumenti che ha a disposizione come i colori, le matite e i pennarelli.
Attraverso il disegno il bambino ha la possibilità di esprimere se stesso:

  • il suo stato emotivo
  • le sue difficoltà
  • …e anche le sue gioie.

Questo concetto si basa sul presupposto che il bambino si approccia al foglio come farebbe con il mondo che lo circonda. Il foglio rappresenta l’ambiente, il contesto nel quale esprimersi attraverso i colori, un tratto e forme specifiche. Tenderà a riempire il foglio o a lasciarlo più vuoto, privilegerà dei colori rispetto ad altri, utilizzerà dei tratti marcati o leggeri, colorerà di fretta o con calma… Ogni aspetto che il bambino esprimerà attraverso il disegno può essere letto e interpretato per andare a comprendere i suoi bisogno più nascosti.

Articolo tratto dal Blog della dott.ssa Ester Varchetta,
psicologa clinica e trainer counselor presso il Centro Psicologia, specializzata in percorsi di psicodiagnosi link alla pagina