Logopedista2026-01-26T17:52:33+01:00
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COS’È LA LOGOPEDIA?

Logopedia, dal greco logos, discorso e paiadeia, educazione, significa educazione della parola; è, infatti, la disciplina che si occupa dello studio, della prevenzione, della valutazione e del trattamento dei disturbi del linguaggio, dei disturbi della voce, della deglutizione, della comunicazione, e dei processi cognitivi a questi connessi. La logopedia è una disciplina giovane la cui nascita è legata all’importanza che ha assunto la comunicazione nel quadro della salute, a partire dagli anni 60 del secolo scorso.
La comunicazione, in tutte le sue forme, verbale, non verbale e paraverbale, ci permette di entrare in relazione con l’ambiente che ci
circonda, con il fine di manifestare i nostri bisogni e condividere i nostri pensieri.
Comunicazione è qualsiasi cosa, dal pianto di un neonato, alla postura di un avvocato alla voce flebile di un anziano. Fin dalla nascita ogni essere vivente non può far a meno di comunicare, con lo sviluppo del linguaggio verbale, la comunicazione diventa più efficace ed adeguata alle regole dl contesto sociale di riferimento.
Quando l’acquisizione del linguaggio ritarda o si manifesta in forme atipiche, è utile intervenire tempestivamente tramite la sensibilizzazione sulle conseguenze di uno sviluppo deficitario del linguaggio e la presa in carico diretta o indiretta del bambino e della sua famiglia, al fine di compensare in modo veloce ed efficacie le fragilità di ciascun bambino.La figura del logopedista è, inoltre, inserita nell’equipe per la diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) con funzione valutativa e di trattamento.

LA LOGOPEDIA PRESSO IL CENTRO PSICOLOGIA

Presso il Centro Psicologia l’attività logopedica è rivolta prevalentemente a bambini e riguarda aspetti abilitativi specifici del linguaggio e della deglutizione, ma anche aspetti psicoeducativi di ordine globale. A questo scopo la logopedista collabora con altri professionisti: psicologo, psicoterapeuta, neuropsichiatra infantile, neuropsicomotricista e counselor per fornire al cliente un intervento integrato che agisca sia sugli aspetti funzionali che sugli aspetti motivazionali ed emotivi.
Il percorso logopedico inizia da un incontro con i genitori per raccogliere informazioni sulla storia personale e clinica del bambino, sul contesto familiare e socioeducativo in cui è inserito e sul suo profilo a livello cognitivo, emotivo, linguistico e relazionale. A seguire verrà effettuata un’osservazione e valutazione diretta del bambino, alla quale potrà seguire una presa in carico terapeutica. La logopedista collaborerà con la famiglia e con la scuola, spesso supportata da un professionista counselor, per accompagnare le figure educative nel processo di potenziamento e generalizzazione degli apprendimenti da promuovere.

LA LOGOPEDISTA INTERVIENE NEI SEGUENTI CASI:

Disturbi del linguaggio
Riguardano difficoltà nell’acquisizione e nell’uso del linguaggio verbale e gestuale. Si distingue in: disturbo fonetico-fonologico, ossia la difficoltà nella produzione di suoni che rende la produzione verbale poco intelligibile e comprensibile, perciò ostacola la comunicazione; disturbo
del linguaggio espressivo, si manifesta con un lessico ridotto, difficoltà nella costruzione della frase dal punto di vista morfosintattico,
nell’organizzazione del pensiero e del racconto; disturbo della comprensione del linguaggio, presente in quei soggetti che faticano nella
comprensione di frasi complesse o di parole astratte o poco frequenti, di testi e ragionamenti presentati oralmente. Questo disturbo ha come
conseguenza anche una fatica dal punto di vista espressivo.

Disturbi specifici dell’apprendimento
Si manifestano con cali della prestazione didattica limitati specificatamente ad alcune abilità, quali la lettura, dislessia, le competenze ortografiche della scrittura, disortografia, le competenze grafiche, disgrafia, e i compiti matematici, discalculia. Molto spesso i DSA si manifestano in comorbidità tra loro.

Disturbo della comunicazione sociale
È una difficoltà nell’uso della comunicazione in modo efficace nella relazione sociale. Si manifesta principalmente con fragilità sul versante pragmatico, per esempio nella comprensione di metafore e dell’ironia, nelle componenti del linguaggio non verble, come i gesti e la prossemica, e paraverbele, quali il tono di voce ed il ritmo dell’eloquio.

Disprassia Verbale Evolutiva
È un disturbo della programmazione dei movimenti necessari alla produzione di suoni, sillabe e parole e della loro organizzazione sequenziale volontaria. Nel soggetto si osservano di conseguenza produzione di errori incoerenti e atipici, difficoltà nella coarticolazione dei fonemi, alterazioni diffuse su vari livelli verbali, quali il ritmo o l’accento.

Deglutizione atipica
La deglutizione è la funzione che permette al cibo di entrare nella nostra bocca e arrivare nello stomaco. Per deglutizione atipica, o disfunzionale, si intende la mancata acquisizione della modalità deglutitoria adulta, permanendo in quella infantile, con conseguenze sul piano masticatorio, dentale, respiratorio, posturale, articolatorio e della corretta funzionalità della tuba di Eustachio con conseguenti otiti catarrali ricorrenti o croniche.
La diagnosi viene fatta dall’otorinolaringoiatra o dal medico ortodonzista, mentre la terapia è a carico del logopedista che opererà per scomporre un processo automatico disfunzionale, in favore di un più corretto comportamento motorio e posturale.

VALUTAZIONE E TRATTAMENTO

La valutazione logopedica è un momento di conoscenza del bambino, delle sue risorse e delle sue fragilità; normalmente avviene mediata dal gioco per creare un contesto accogliente e rassicurante. Il trattamento si compone di sue parti: un intervento diretto, programmato in modo individuale e specifico per il singolo bambino, e un intervento indiretto e globale, concordato con la rete educativa e relazionale che comprende genitori, familiari, scuola ed altri professionisti coinvolti.

SCREENING DEL LINGUAGGIO

È rivolto a bambini di età compresa fra i 24 e i 48 mesi, ha lo scopo di monitorare segnali riconducibili a una fragilità del linguaggio o della comunicazione e offre indicazioni per un intervento preventivo precoce. Il Centro Psicologia offre gratuitamente lo screening del linguaggio per incentivare, sul territorio, la sensibilizzazione riguardo queste difficoltà, e favorire un intervento efficace e tutelativo della fascia di popolazione infantile.


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Le domande più frequenti sulla logopedia

Logopedia: mio figlio balbetta, devo correggerlo?2022-11-14T19:10:43+01:00

Se da un lato è importante non sottovalutare la balbuzie, dall’altro è bene evitare ansie o preoccupazioni che si riflettono sul bambino. Gli atteggiamenti da adottare sono: lasciargli il tempo necessario per formulare una frase o rispondere, prestare attenzione a cosa dice e non a come lo dice, fare domande ed evitare di completare le frasi al suo posto. È bene ricordarsi che commenti quali “stai calmo”, “respira”, “pensa bene a cosa dire” non servono a niente, anzi vanno a sottolineare la difficoltà aumentando il suo disagio.

 

Logopedia: di cosa si occupa il logopedista in età evolutiva?2022-11-14T19:10:57+01:00

In età evolutiva è possibile richiedere o aver bisogno di un intervento logopedico in differenti casi:

  • ritardi e/o disturbi di linguaggio
  • disturbi dell’apprendimento – DSA (dislessia, disortografia, discalculia, disgrafia)
  • disturbi della voce (disfonia infantile)
  • disturbi della fluenza verbale (balbuzie)
  • ipoacusia (sordità)
  • disprassia verbale evolutiva (difficoltà a programmare i movimenti per la produzione dei suoni del linguaggio e a ordinarli in sequenza per formare sillabe, parole e frasi)
  • deglutizione deviante e respirazione orale
  • disabilità intelletiva (ad es. nella sindrome di Down)
  • disturbo dello spettro dell’autismo
  • disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD)
  • disturbi comunicativi di origine neurologica (paralisi cerebrali infantili, trauma cranico etc.)

 

Logopedia: in cosa consiste il primo colloquio tra genitori e logopedista?2022-11-14T19:11:09+01:00

Si tratta di un momento di conoscenza e confronto con i genitori. Generalmente, il logopedista pone alcune domande con il fine di individuare le specifiche difficoltà del bambino. Viene, quindi, effettuata un’indagine anamnestica volta ad indagare lo sviluppo del bambino fin dai suoi primi mesi di vita. Infine, il terapista concorderà con i genitori una fase di valutazione delle sue competenze comunicativo-linguistiche.

 

Logopedia: quali possono essere le conseguenze di un disturbo di linguaggio trascurato?2022-11-14T19:11:21+01:00

L’intervento e la diagnosi precoci sono fondamentali in caso di un eventuale disturbo di linguaggio per evitare o limitare ripercussioni sia in ambito sociale e relazionale (disagio e isolamento dovuto alla difficoltà di comunicazione con i coetanei), che in ambito scolastico: difficoltà a livello linguistico potrebbero inficiare il corretto apprendimento di lettura e scrittura.

Logopedia: mio figlio/a parla poco e male, a che età è giusto portarlo dal logopedista?2022-11-14T19:11:31+01:00

Monitorare lo sviluppo linguistico del proprio bambino è importante. Se si dovessero riscontrare delle difficoltà nell’espressione e/o nella comprensione del linguaggio sarebbe opportuno programmare al più presto una valutazione logopedica. Già a 2-3 anni è possibile richiedere una consulenza. In caso di dubbio è possibile rivolgersi al pediatra che saprà indirizzare la famiglia dallo specialista di riferimento.

Logopedia: chi è il logopedista? Cosa fa?2022-11-14T19:11:41+01:00

Il logopedista è un professionista sanitario formato a livello universitario tramite il corso di laurea in Logopedia. La figura del logopedista è specializzata nella prevenzione, valutazione, educazione e rieducazione dei disturbi della comunicazione e del linguaggio, degli apprendimenti, della voce e della deglutizione in età pediatrica, adulta e geriatrica.
L’esercizio della professione è vincolato all’iscrizione all’Albo della professione sanitaria di logopedista.

Il logopedista si occupa della valutazione delle capacità comunicative del paziente, della stesura di un piano d’intervento e dei relativi obiettivi logopedici, del trattamento riabilitativo e infine, ne verifica la sua efficacia. Inoltre, offre servizio di counseling alle famiglie fornendo consigli e supporto durante tutto il percorso.
Al fine di favorire una presa in carico globale del paziente, il lavoro del logopedista viene svolto spesso in équipe multidisciplinare (con psicologo, neuropsichiatra infantile, TNPEE, terapista occupazionale, fisioterapista etc.)
Non può fare diagnosi perché non è un medico.

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