“LA DISCALCULIA – Numeri incredibilmente complessi per bambini incredibilmente straordinari” – a cura della Dott.ssa Claudia Andreotti 

LA DISCALCULIA 

Per inquadrare meglio la prospettiva che si pone davanti a qualcuno che ha difficoltà particolare con i numeri, potremmo paragonare i numeri a dei puzzle; per molti mettere insieme i pezzi è un passatempo piacevole, semplice e veloce, mentre per altri farli combaciare sembra impossibile.

“Io sono Ludovico e ho otto anni. Mi piace colorare, disegnare e leggere storie, ma quando si parla di numeri avrei voglia di scappare. Quando la maestra scrive i numeri sulla lavagna, per me è come vedere un geroglifico.”
La discalculia è una difficoltà specifica dell’apprendimento che interessa in particolare le abilità matematiche. Più precisamente, la discalculia rende difficoltoso attribuire un significato ai numeri, riconoscere le quantità, leggere e scrivere correttamente i numeri ed eseguire calcoli, scritti o a mente.
“Quindi mio figlio, in poche parole, non capisce la matematica?” No. Non è corretto dire che suo figlio non capisce la matematica. Suo figlio comprende, ma necessita di maggior tempo e supporto per comprendere la logica che sta alla base dei processi matematici.

QUALI SONO I SEGNALI?

“Odio le tabelline e odio fare i calcoli, i numeri si mischiano e quelle poche volte in cui riesco a farli stare fermi, non riesco comunque a ricordarli. Quando la maestra chiede di fare “14+23” i miei compagni mettono subito i numeri in colonna e fanno l’operazione, io rimango indietro e sono il più lento di tutti.”
“Quindi se non riesco a fare 72+16 sono discalculico?” La risposta è no. La sola difficoltà di calcolo non è sufficiente per parlare di Disturbo Specifico dell’Apprendimento e, soprattutto, un solo segnale non è sufficiente per dare l’allarme.
Ci sono alcuni elementi, però, che possono aiutarci a individuare le situazioni che necessitano di una maggiore attenzione e di un approfondimento. Le principali difficoltà di apprendimento possono emergere nel riconoscimento e nella lettura dei numeri, nelle associazioni dei numeri alle loro quantità corrispondenti, nell’ordinare i numeri in sequenza, nelle capacità logico- matematiche di base, nelle operazioni di calcolo e nel ragionamento matematico necessario alla risoluzione dei problemi. Potrebbe, inoltre, essere difficoltoso comprendere e ricordare i numeri e svolgere velocemente calcoli.
La lentezza esecutiva conseguente a questi aspetti potrebbe dare alla persona la sensazione di essere “incapace” o “più indietro” rispetto agli altri, tanto da indurla ad evitare tutte quelle situazioni in grado di esporla a queste sensazioni. È importantissimo, perciò, riuscire a trasmettere il messaggio che a scuola, come in ogni contesto di vita, non ci sono gare e non ci sono competizioni: ognuno può brillare seguendo il proprio ritmo.

DIAGNOSI

“La maestra e la mia mamma mi hanno detto che ho la “discalculia”. Che parola difficile, non so neanche se sarei capace di ripeterla, so solo che vuol dire che quando si parla di numeri, il mio cervello ragiona in modo diverso. Sono stupido o sono speciale?”
Di fronte a queste difficoltà, potrebbe essere utile un approfondimento diagnostico al fine di aiutare la persona a comprendere meglio sé stessa e il proprio funzionamento.
La valutazione, come in tutti i casi, viene condotta da professionisti qualificati come psicologi, neuropsicologi e/o logopedisti, attraverso l’utilizzo di test strutturati che tengono conto dell’età della persona. In particolare, verranno valutate due aree: la sfera cognitiva e quella degli apprendimenti.
L’indagine cognitiva ha lo scopo di comprendere le strategie con cui la persona utilizza il ragionamento, la memoria e l’attenzione. Negli apprendimenti, invece, verranno osservate in particolare le modalità con le quali si conta, si scrive e si legge. Uno degli aspetti più importanti in questo percorso è la restituzione: una volta terminata la fase di valutazione il professionista organizza un incontro con la famiglia per condividere un quadro dei punti di forza e dei punti di fragilità, proponendo un intervento mirato che tenga conto proprio di questi ultimi.
Individuare un intervento su misura è di fondamentale importanza per fornire al bambino o al ragazzo delle nuove strategie che, fino ad allora, non erano mai state considerate. Questo gli permetterà di comprendere che esistono più strade in grado di condurre alla meta.

COME INTERVENIRE NEL MODO GIUSTO?

“Un giorno della scorsa settimana ho pianto, mi sono sentito stupido. Non volevo che qualcuno mi vedesse, mi vergognavo, ma la maestra mi ha beccato e ha voluto che parlassi con lei. Mi ha spiegato che anche io posso imparare i numeri, solo usando un modo più adatto a me. Mi aiutano tantissimo i disegnini, le spiegazioni chiare e chi si siede accanto a me ad aiutarmi con pazienza. La maestra mi ha spiegato che non è colpa mia e che questa mia difficoltà non c’entra niente con la mia intelligenza e io mi sono sentito più tranquillo. Ah, e quindi ora so anche la risposta: non sono né stupido, né speciale. Sono io.”
È essenziale fornire delle nuove strategie con le quali affrontare i compiti, ma l’obiettivo non è solo “imparare la matematica”. Si tratta di offrire nuove opportunità di apprendimento che possano, fra le altre cose, offrire un nuovo approccio alla logica-matematica.
Offrire strumenti compensativi e dispensativi in ambito scolastico risulta fondamentale nel perseguimento di questo obiettivo. L’utilizzo della calcolatrice, di schemi con le tabelline, l’uso di colori diversi, schemi e mappe concettuali, tempi aggiuntivi (ove necessario) e il dispensare da alcune attività, aiuta il bambino ad approcciarsi più serenamente alle prove.
È necessario riconoscere i punti di forza del bambino per aiutarlo a sviluppare una maggior fiducia in sé. Questo lo aiuterà a sentirsi più sicuro e a comprendere che le sue difficoltà non dipendono né da pigrizia, né tanto meno da una scarsa intelligenza. In un mondo dipendente dai risultati, dai numeri e dalle statistiche, è fondamentale ricordare che non tutto ciò che conta può essere calcolato, ma che tutto ciò che è umano può e deve essere accolto.

Bibliografia 

  1. American Psychiatric Association (2013), Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th edition). Washington, DC.
  2. Arpinati, A.M., Posar, A. (2016). Superare la discalculia. Bologna: Zanichelli.
  3. Brotini, M., (1986). Le difficoltà di apprendimento. Come affrontare disgrafie, disortografie, dislessie e discalculie. Edizione del Cerro. 149-163
  4. Cornoldi C., Mammarella, N. (1995). Matematica e metacognizione. Erickson, Trento.
  5. Ianes, D., Lucangeli, D., e Mammarella, I.C. (2010). Facciamo il punto su…. La discalculia. Erickson, Trento.
  6. Lucangeli, D., & Tressoldi, P. E. (2001). La discalculia evolutiva. Psicologia Clinica dello Sviluppo.
  7. Lucangeli, D., De Candia, C. e Poli, S. (2010). L’intelligenza numerica, volume 4. Erickson, Trento
  8. Vio, C., Tressoldi, P.E., e Lo Presti, G. (2012). Diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento scolastico. Trento: Erickson.