“Il linguaggio del bambino: Il ruolo della famiglia e aspetti psicoeducativi ” – a cura della Dott.ssa Calamita Alessia della e Dott.ssa Luzzi Linda
1. Introduzione
Il linguaggio rappresenta una delle conquiste più importanti dello sviluppo del bambino, che gli permette di esprimere il proprio pensiero, di trasmettere le proprie emozioni e di interagire con il mondo circostante (Istituto della Enciclopedia Italiana, s.d.). Questo articolo tratterà le tappe fondamentali dello sviluppo linguistico, i possibili disturbi ad esso correlati, il ruolo cruciale svolto dai genitori e l’importanza di adottare un approccio multidisciplinare, in cui il logopedista e lo psicologo lavorano insieme (Camaioni & Di Blasio, 2007; Steffenoni et al., 2024). Verrà dedicata un’attenzione particolare al ruolo genitoriale nel sostenere e potenziare le capacità comunicative del bambino, con indicazioni pratiche per favorire un ambiente linguisticamente stimolante.
2. Sviluppo linguistico nel bambino
Nei primi mesi di vita il bambino, non avendo ancora acquisito il linguaggio verbale comunica attraverso modalità prelinguistiche che comprendono il contatto visivo, le vocalizzazioni, come la lallazione e le espressioni emotive, come il pianto e la risata (Einspieler & Marschilik, 2019). Questa fase costituisce la base per lo sviluppo del linguaggio vero e proprio. Eventuali difficoltà in questo periodo possono portare all’insorgere di problemi nelle successive acquisizioni linguistiche (Cannoni et al., 2018).
Le prime parole dotate di significato compaiono intorno all’anno d’età, seguite dalla formazione di frasi semplici e successivamente più complesse (Camaioni & Di Blasio, 2007). Questo processo avviene grazie all’interazione tra fattori innati e ambientali: se da un lato il bambino ha una predisposizione naturale all’apprendimento del linguaggio, dall’altro ha bisogno di un ambiente ricco di stimoli per sviluppare questa capacità (Steffenoni et al., 2024).
3. L’importanza del contesto familiare
I genitori hanno un ruolo primario all’interno dello sviluppo linguistico e delle abilità comunicative del figlio. Per questo è necessario che siano consapevoli e attenti alle modalità comunicative che utilizzano con il bambino (Basarabová & Hanesová, 2023). In particolare, dovrebbero prestare attenzione non solo alla quantità, ma anche alla qualità degli scambi verbali, infatti, i genitori dovrebbero mantenere uno stile comunicativo che rispetti i tempi del bambino e capace di valorizzarne i suoi sforzi espressivi (Perea-Velasco et al., 2023). I genitori attenti e responsivi, capaci di cogliere e interpretare correttamente e tempestivamente i segnali comunicativi del figlio, creano le condizioni ottimali per l’acquisizione del linguaggio nel figlio (Perea-Velasco et al., 2023).È fondamentale che l’ambiente familiare offra opportunità di interazioni significative, attraverso conversazioni ricche e diversificate, adeguate all’età del figlio. I bambini che sono esposti a frequenti ed adeguati stimoli comunicativi, in particolare durante il momento del pasto e del gioco mostreranno un migliore sviluppo linguistico e un vocabolario più ampio. Uno strumento particolarmente efficace per arricchire il vocabolario e stimolare la curiosità linguistica è la lettura condivisa ad alta voce con il bambino (Safwat & Sheikhany, 2014).
4. Disturbi del linguaggio
Il disturbo del linguaggio è una condizione caratterizzata da difficoltà nell’acquisizione del linguaggio, in particolare i bambini che presentano questa problematica possono avere delle difficoltà o dei deficit nella produzione verbale e non verbale e nella comunicazione (America Psychiatric Association, 2013).
Questo disturbo si può manifestare con diverse caratteristiche e livelli di gravità, influenzando non solo la comunicazione ma anche l’area emotiva e relazionale del bambino (Chilosi et al., 2020).
Tra i fattori di rischio che possono contribuire all’insorgere di disturbi del linguaggio si riscontrano elementi di tipo biologico, come la prematurità e complicazioni perinatali, aspetti genetici, quali una familiarità con disturbi specifici, e problemi nell’acquisizione delle capacità di comunicazione prelinguistica (Cannoni et al., 2018). Anche il contesto ambientale può avere un ruolo nella comparsa di tali disturbi, come lo stress familiare, il basso livello socio-economico e di scolarizzazione, una scarsa stimolazione linguistica o difficoltà nella relazione genitore-figlio (Chilosi, 2020).
Per questo motivo, un intervento precoce e specialistico è fondamentale per supportare lo sviluppo del bambino e prevenire possibili ripercussioni negative in ambito scolastico e sociale (Steffenoni et al., 2024).
5. Un approccio multidisciplinare
La presa in carico dei disturbi del linguaggio richiede una collaborazione tra diverse figure professionali (Siller et al.,2013). In particolare, sarebbe necessario un percorso logopedico, che si occupa di attuare un intervento volto al miglioramento del linguaggio del bambino e un percorso psicologo, volto a fornire un sostegno psico-educativo ai genitori in modo da aiutarli a sviluppare strategie comunicative efficaci (Steffenoni et al., 2024).
Il percorso logopedico dovrebbe prevedere un’iniziale valutazione delle abilità linguistiche e motorie del bambino, indagando punti di forza e di debolezza, in modo da poter realizzare un percorso individualizzato al fine di affrontare e migliorare gli aspetti critici (Sabbadini et al., 2000). È fondamentale che il percorso logopedico includa dei colloqui con i genitori, per avere un confronto con loro e fornirgli una restituzione di quello che è emerso durante gli incontri col bambino (Steffenoni et al, 2024).
Per garantire l’efficacia dell’intervento sul bambino i genitori dovrebbero intraprendere un percorso di supporto alla genitorialità, con l’obiettivo di educarli alla creazione di un ambiente familiare favorevole e all’acquisizione di strategie efficaci per stimolare lo sviluppo linguistico del figlio (Roberts et al., 2019). Questo spazio può essere utilizzato anche come un momento in cui i genitori possono riportare le proprie difficoltà legate al ruolo genitoriale, che possono apportare una condizione di stress coniugale-familiare (Steffenoni et al., 2024).
Particolarmente utile si rivela l’approccio Floortime, che attraverso il gioco condiviso favorisce l’interazione e la comunicazione tra il genitore e il bambino (Rose et al.,2020). Questo metodo, centrato sugli interessi del bambino, promuove non solo lo sviluppo linguistico, ma anche quello attentivo, emotivo e relazionale (Siller et al., 2013).
L’approccio del Floortime rende i genitori maggiormente attenti al figlio e ad eventuali problematiche nello sviluppo, e migliora la qualità dell’interazione genitore-bambino (Rose et al., 2020).
6. Conclusioni
Lo sviluppo del linguaggio è un processo complesso che coinvolge aspetti biologici, cognitivi e relazionali (Chilosi et al., 2020). La famiglia, in particolare i genitori, rappresenta il primo e più importante contesto di apprendimento (Basarbová & Hanesová, 2023). Un intervento precoce e multidisciplinare in cui rientra sia un intervento logopedico che un percorso psicologico, unito a una consapevole partecipazione dei genitori, può fare la differenza nel percorso di crescita del bambino, garantendogli gli strumenti necessari per comunicare con il mondo che lo circonda (Steffenoni et al 2024).
Bibliografia
- American Psychiatric Association (2013), Diagnostic and statistical manual of mental disordes, 5 edizione (DSM-5).
- Basarabová, B., Hanesová, D. (2023). The importance of attachment theories in early childhood language education in ICERI 2023 Proceedinx, 3343-3350. IATED
- Cannoni, E., Scalisi, T. G. & Giangrande, A. (2018). Indagine sui bambini di 5-6 anni che usano quotidianamente i dispositivi mobili in ambito familiare: Caratteristiche personali e contestuali e problematiche cognitive ed emotivo [A survey of children aged 5-6 who use mobile devices on a daily basis at home: Personal and contextual characteristics and cognitive and emotional problems]. Rassegna di psicologia, 35(1), 41-56
- Camaioni, L. & Di Blasio, P. (2007). Psicologia dello sviluppo. Ed. 2, Il Mulino.
- Chilosi, A. M., Brovedani, P., Cipriani, P. & Casalini, C. (2020). Sex differences in early language delay and in developmental language disorder. Journal of neuroscience research, 101(5), 654-667.
- Einspieler, C., & Marschik, P.B. (2019). Regression in Rett syndrome: Developmental patways to its onset. Neuroscience and Biobehavioral Reviews, 98, 320-332.
- Istituto della Enciclopedia Italiana. (s.d.). Linguaggio. In Vocabolario Treccani online, https://www.treccani.it/vocabolario/linguaggio/
- Perea-Velasco, L. P., Martínez-Fuentes, M.T. & Peréz-López, J. (2023). Changes in patterns of early child interaction: a longitudinal study of the first 18 months of life. Infant behavior and development, 72
- Roberts, M. Y., Curtis, P. R., Sone, B. J., & Hampton, L. H. (2019). Association of parent training with child language development: A systematic review and meta- analysis. JAMA pediatrics, 173(7), 671-680
- Rose, T., Scarinci, N., Meyer, C., Harris, S., Forsingdal, S., Anger, N., & Webb, K. (2020). The It Takes Two to Talk – The Hanen Program for Parents: Impacts on child behaviour and social-emotional functioning. Speech, Language and Hearing, 23(3), 180–188
- Sabbadini, L., De Cagno, A. G., Michelazzo, L., & Vaquer, M. L. (2000). Il disordine fonologico nel bambino con disturbi del linguaggio (Vol. 1). Springer Science & Business Media Safwat, R. F., & Sheikhany, A. R. (2014). Effect of parent interaction on language development in children. The egyptian journal of otolaryngology, 30, 255-263
- Siller, M., Hutman, T., & Sigman, M. (2013). A parent-mediated intervention to increase responsive parental behaviors and child communication in children with ASD: a randomized clinical trial. Journal of autism and developmental disorders, 43(3), 540–555.
- Steffenoni, M., Da Rold, A. & Capone, L. (2024). La pedagogia relazionale del linguaggio: Un approccio relazionale alla cura. Mimesis/Frontiere della psiche





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