Talvolta il malessere emotivo è così forte da non farci bastare più il confronto con un famigliare o un caro amico. Il momento di confronto con una persona che amiamo, pur a fine di bene, può essere “contaminato” da proiezioni, interruzioni, aspettative, consigli non richiesti, giudizi, senso di vergogna e tanti altri aspetti che ci bloccano e fanno sentire ancor più soli, incompresi e poco autentici. Legittimazione ed espressione veritiera del nostro vissuto, anche quello più indicibile, in uno spazio pulito e neutro, in un’oasi protetta e accogliente senza paura, senza senso di colpa e senza imbarazzo permettono di comprendere che andiamo bene così come siamo e di sentire quella calma interiore necessaria per trovare vie d’uscita, nuove possibilità e attivazione della propria creatività. Molto spesso la vera fonte di sofferenza non è solo la difficoltà vissuta, ma il peso, il blocco e l’impossibilità di parlarne, il senso di solitudine che possono accrescere smarrimento e confusione nel trovare soluzioni.

A cura di Cinzia Priuli, counselor