I genitori, una volta compresa con chiarezza la situazione, possono lavorare per favorire il dialogo senza utilizzare atteggiamenti colpevolizzanti e/o punitivi nei confronti del figlio, ma mettendosi in una posizione d’ascolto cercando di capire quali vissuti emotivi si celano dietro ai suoi comportamenti. Sarà, inoltre, importante tenersi in stretto contatto con la scuola e incoraggiare il bambino/ragazzo a sviluppare le proprie caratteristiche positive e le proprie abilità, stimolandolo a stabilire relazioni sane con i coetanei.

A cura di Claudia Croci, psicologa