Si. Si può parlare in genere di due forme di bullismo:
Bullismo di TIPO DIRETTO (prevalentemente maschile): Le azioni offensive consistono in attacchi fisici nei confronti delle vittime come calci, pugni, percosse, sottrazione e/o danneggiamento di oggetti di proprietà, oppure si concretizzano in attacchi verbali diretti, nei quali il bullo agisce minacciando, prendendo in giro, ingiuriando e deridendo la vittima. Viene agito indifferentemente da maschio verso maschio e da maschio verso femmina.
Bullismo di TIPO INDIRETTO (prevalentemente femminile): La bulla agisce diffondendo pettegolezzi fastidiosi, storie offensive o escludendo volutamente la vittima dai gruppi di aggregazione. Rappresenta una modalità di prepotenza capace di procurare alla vittima un dolore psicologico profondo quanto il dolore fisico. Generalmente viene agito da femmine verso femmine.
CYBERBULLISMO: Vengono utilizzate le nuove tecnologie per minacciare, intimidire, mettere a disagio ed escludere persone considerate “bersagli facili” da colpire. In questa forma di bullismo, le prevaricazioni hanno la capacità di propagarsi all’istante e vengono messe in atto o da un singolo o da un gruppo. La vittima ha la sensazione di essere raggiunta ovunque di trovi, senza distinzione tra pubblico e privato.

A cura di Claudia Croci, psicologa