Come ben sappiamo, il rapporto di coppia è caratterizzato da continue sfide. Spesso e volentieri nella coppia si creano situazioni conflittuali che, non necessariamente, devono indurre la coppia a divorziare.
Ogni coppia, soprattutto dopo tanti anni di convivenza, è portata a scontrarsi con le difficoltà quotidiane (nella gestione dei figli, nella gestione del rapporto con la famiglia d’origine, o semplicemente nella gestione del tempo).
Spesso, in queste circostanze, accade che la coppia cominci a mettere in atto meccanismi disfunzionali di comunicazione e di gestione del conflitto.
Quando emergono difficoltà comunicative, atteggiamenti di critica costante verso il partner, che denotano diminuzione della stima o, nei casi più gravi, disprezzo nei confronti di quest’ultimo, bisogna cercare di non arenarsi e non nascondere la situazione che si sta vivendo. Innanzitutto, è utile considerare la frequenza con cui questi comportamenti disfunzionali si presentano: nel momento in cui questi atteggiamenti distruttivi si reiterassero frequentemente, sarebbe utile per la coppia cominciare a mettersi in gioco, lavorando sulle proprie risorse, sui propri punti di debolezza e analizzando le proprie necessità.
Lo scopo della terapia è proprio quello di accompagnare la coppia al cambiamento e trasformare le modalità di comunicazione disfunzionali in modalità di dialogo corretto. Allo stesso modo, invitare i partner a riempire i vuoti comunicativi, lavorando sull’intimità e trasformando i litigi in occasioni di confronto e scambio di opinioni.
In terapia, trovandosi in un ambiente protetto e con l’aiuto di uno psicoterapeuta, la coppia viene facilitata nel prendere atto sia delle proprie emozioni e bisogni, sia dei comportamenti distruttivi e delle cause che ne stanno alla base.

Prerequisito fondamentale per il funzionamento della terapia è la motivazione dei partner a cambiare!

A cura di Sara Camerata, psicologa